PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle seguenti
domande.
- Dove vivi ci sono molti problemi ambientali
(terremoti, alluvioni, uragani, ecc.)?
- Quali sono state le più recenti catastrofi naturali
nel tuo Paese?
- Cosa è stato fatto per aiutare le persone e risollevare
i luoghi colpiti?
- Secondo te, c’è una correlazione tra i problemi
ambientali del nostro mondo e le catastrofi naturali? Perché?
- Quali sono le recenti catastrofi naturali avvenute
in Italia?
- Quali film/telefilm/serie
televisive/libri/canzoni/opere d’arte (foto, sculture, dipinti,
installazioni, video art, ecc.) conosci che parlano di problemi ambientali
e/o di catastrofi naturali?
- Se dovessi girare un documentario su una catastrofe
ambientale e/o un problema ambientale, su cosa scriveresti e perché? Di
cosa parlerebbe il tuo documentario?
- Ti interessa la fotografia? Perché?
- Ti piacerebbe diventare un fotografo professionista?
Perché?
LETTURA. Leggi e scrivi due domande da fare ai compagni a
cui rispondere con VERO o FALSO.
L’ALLUVIONE DI FIRENZE, 4
NOVEMBRE 1966.
"Quel 4 Novembre del 1966,
a Firenze, il fiume Arno, gonfio di acqua scura e fangosa tracimò e inondò la
città travolgendo tutto ciò che trovava sul proprio cammino. Quando le acque
defluirono restò solo la distruzione." (dal libro L’alluvione di
Firenze 1966)
Quella avvenuta tra il 3 e il 4 Novembre fu
la più spaventosa e terribile di tutte le alluvioni a Firenze e dintorni. In
soli di giorni si riversò in tutta la regione una quantità d'acqua pari a un
terzo della media annuale. Si calcola che il livello dell'Arno toccò gli 11
metri (36 piedi).
L'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì
solo il centro storico della città ma tutto il bacino dell'Arno a monte ed a
valle. Le campagne furono allagate per giorni dopo il disastro e molti comuni
minori isolati e danneggiati gravemente.
Alle ore 18 del 4 novembre 1966, le acque
raggiunsero i sei metri di altezza (19.6 piedi) e iniziarono poi lentamente a
calare e l’Arno a rientrare nel suo corso.
Una curiosità riguarda gli abitanti della
zona di Via Ghibellina che si impegnarono a salvare i detenuti del carcere
delle Murate, intrappolati nella prigione, e che li accolsero nei piani alti
delle loro abitazioni. Molti fiorentini ricordano questi ospiti per la loro
umanità e riconoscenza.
SOCCORSI E GLI "ANGELI DEL
FANGO"
L'alluvione fu uno
dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una
struttura centrale con compiti di protezione civile. I cittadini non furono
avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte
Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava
a vuotare le loro botteghe. Le notizie furono date in grande ritardo e i media
tentarono di non enfatizzare l'entità del disastro.
Per i primi giorni
gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato o dalle truppe di
stanza in città. Per vedere uno sforzo organizzato dal governo fu necessario attendere
sei giorni dopo la catastrofe. L'unico
aiuto finanziario del governo fu una somma di 500mila lire ai commercianti, a
fondo perduto e finanziata con il sistema dell'aumento del prezzo della benzina
(tassa ancora presente oltre a quella per la guerra coloniale in Abissinia del
1935)
La
FIAT ed altre case automobilistiche offrirono a chi aveva perso l'auto uno
sconto del 40% per comprarne una nuova e una "supervalutazione" di
50mila lire per i resti della macchina alluvionata.
Un
grande merito nell'opera di sensibilizzazione si dovette ad un documentario del
regista fiorentino Franco Zeffirelli, che comprendeva uno appello in italiano
dell'attore inglese Richard Burton.
Giunsero
nel capoluogo toscano i primi aiuti. Un grande contributo fu dato da alcune
città toscane come Prato e dai comuni della Versilia (che misero a disposizione
pattini, gommoni e bagnini [lifeguards]), da altri comuni e città italiane,
dalle forze armate americane in Italia, dalla Croce Rossa tedesca, da varie
associazioni laiche e cattoliche, da alcune federazioni di partiti politici e dalle
Forze Armate Italiane. Aiuti "ufficiali" arrivarono anche dall'
Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria.
Gli "Angeli del
fango" furono un esercito di giovani e meno giovani di tutte le nazionalità
che volontariamente, subito dopo l'alluvione, arrivarono a migliaia in città
per salvare le opere d'arte e i libri, strappando al fango e all'oblio la
testimonianza di secoli di arte e di storia. Questa incredibile catena di
solidarietà internazionale è una delle immagini più belle nella tragedia.
È
inevitabile che i più duraturi nella memoria siano i danni al patrimonio
artistico: migliaia di volumi, tra cui preziosi manoscritti o rare opere a
stampa furono coperti di fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale
Centrale, e una delle più importanti opere pittoriche di tutti i tempi, Il Crocifisso di Cimabue conservato
nella Basilica di Santa Croce deve considerarsi, nonostante un commovente
restauro, perduto all'80%.
(testo adattato da: http://www.aboutflorence.com/firenze/alluvione-di-firenze.html)
1.
2.
VISIONE DI IMMAGINI DOCUMENTARIE DELL’ALLUVIONE, DEL
DOCUMENTARIO DI FRANCO ZEFFIRELLI “Per Firenze” (1966) DEL FILM “La meglio
gioventù” di Marco Tullio Giordana (2003)
DOPO AVER LETTO E VISTO. Rispondi alle seguenti domande.
- Quali sono le
conseguenze delle catastrofi ambientali per i luoghi, le città, le
persone, la vita quotidiana?
- Cosa fai tu nella
tua vita quotidiana per prepararti ad un’eventuale catastrofe ambientale
(terremoto, ecc.)?
- Hai mai
sperimentato una catastrofe ambientale (terremoto, uragano, ecc.)
- Se ti fossi trovato a Firenze durante
l’alluvione del 1966, come avresti reagito e cosa avresti fatto?
- Dove non ti piacerebbe viaggiare o vivere per
evitare eventuali catastrofi ambientali?
_____ *****_______
PRIMA DELLA
VISITA: LETTURA. Leggi il seguente paragrafo e scrivi due domande da fare ai compagni a cui
rispondere con VERO o FALSO.
LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI BALTHAZAR KORAB.
Nato in Ungheria nel 1926, Korab ne scappò, poco più che
ventenne, durante l’occupazione sovietica, che aveva visto suo padre
incarcerato ingiustamente. Riuscì a raggiungere Parigi, dove fu ammesso alla École des Beaux-Arts e lì concluse, nel 1954, gli
studi di architettura che aveva iniziato a Budapest. L’anno successivo decise
di abbandonare l’Europa e si trasferì negli Stati Uniti.
Fu uno dei più celebri e prolifici
fotografi di architettura del secolo scorso, Balthazar
Korab. Le sue immagini dei lavori di Mies Van Der Rohe e Frank
Lloyd Wright, di Le Corbusier, Richard Meier e soprattutto di Eero Saarinen, a
partire dalla fine degli anni Cinquanta furono pubblicate in tutto il mondo su
libri e riviste, valendogli premi, riconoscimenti e mostre.
Nel momento di maggior successo,
nell’autunno del 1966, decise di prendersi un anno sabbatico e, con la moglie e
i due figli, venne in Italia. Arrivò a Firenze, più precisamente a Settignano,
nei primi giorni di novembre di quell’anno e, per puro caso, si trovò ad
assistere all’alluvione che sconvolse la città di lì a poco.
Balthazar non resisté alla tentazione
di avvicinarsi al luogo del disastro, armato solo della macchina fotografica e
di cinque rullini fotografici. Immerso nell’acqua e nel fango sino al petto,
per un giorno intero girò per la città inondata. L’indomani raggiunse Roma e
sviluppò le immagini, che tramite l’Associated Press e la rivista Life fecero
il giro del mondo. Per la stampa estera Korab divenne il fotografo
dell’alluvione e nei giorni successivi il disastro, continuò a girare la città
documentando i danni sugli edifici, i monumenti e le opere d’arte, ma anche gli
sforzi compiuti da tutti, le truppe in città e i tantissimi volontari – grazie
ai quali furono salvati materiali preziosissimi dagli Uffizi, dal Museo di
Storia della Scienza e dalla Biblioteca Nazionale Centrale.
Le fotografie, in occasione dei
cinquant’anni da quell’evento, vengono presentate alla Tethys Gallery nella mostra Balthazar Korab. I giorni dell’Alluvione,
dal 27 ottobre al 26 novembre 2016. La mostra è organizzata in collaborazione
con l’Università del Minnesota.
(testo adattato da: http://www.seidifirenzese.it/2016/10/29/balthazar-korab-giorni-dellalluvione-firenze-mostra/)
1.
2.
MENTRE
VISITIAMO. Rispondi alle domande. [Sul blog (etichetta: Compiti esploriamo la
città di Firenze]
1)
Quale foto
ha attratto di più la tua attenzione? Perché? [Descrivi la foto]
2)
Quale foto
ti sembra meno interessante e perché? [Descrivi la foto]
3)
Scegli una
foto ed immagina una storia sull’alluvione ispirandoti alla foto.
4)
Se tu
fossi stato Korab, cosa avresti fotografato di più (per esempio: persone,
luoghi, opere d’arte, strade, ecc.)? Perché?
5)
Descrivi
l’alluvione di Firenze e le sue conseguenze usando degli aggettivi. Quali
aggettivi usi?
6)
Sei un/una
regista e devi scrivere un film ispirato all’alluvione di Firenze. Di cosa
parla il tuo film? Chi sono i personaggi? Chi sono gli attori che recitano il
ruolo questi personaggi?
La mostra di Palazzo Vecchio “Alfabeti sommersi” di Emilio Isgrò e Anselm Kiefer
La mostra di Palazzo Vecchio “Alfabeti sommersi” di Emilio Isgrò e Anselm Kiefer
A Palazzo Vecchio possiamo trovare un
film inedito a colori, una mostra di arte contemporanea con “Alfabeti sommersi”
e un’iniziativa unica per ricordare i giorni dell’alluvione e proporre una
riflessione artistica sul tema della memoria e del libro.
Un docufilm inedito e immersivo con
immagini a colori, girate da Beppe Fantacci, è proiettato per immergere e far
capire all’osservatore la portata del tragico evento. Giuseppe Fantacci
realizzò un filmato in super8 a colori, iniziando a girare fin dalle prime ore
della mattina del 4 novembre, mentre l’Arno invadeva la città con forza
distruttiva e proseguì anche nei giorni successivi.
Una mostra di arte contemporanea affianca
il filmato. Sono esposte le opere di due grandi artisti contemporanei, Emilio
Isgrò e Anselm Kiefer, che hanno fatto della riflessione artistica e poetica
sui libri – oggetto-simbolo dell’alluvione fiorentina – il centro della propria
esperienza artistica. I libri, a centinaia, furono vittime della furia delle
acque che invasero la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e altre storiche
biblioteche, distruggendo un patrimonio storico e artistico di eccezionale
valore.
(http://www.gonews.it/2016/10/24/cinquantenario-dellalluvione-alfabeti-sommersi-la-mostra-le-opere-isgro-kiefer/ Copyright © gonews.it)
1)
Quale
immagine/video/libro ha attratto di più la tua attenzione? Perché?
[Descrivila/lo]
2)
Come
interpreti i manoscritti di Isgrò e Kiefer?
3)
Sei un/una
artista e devi creare un’opera d’arte (fotografia, video, film, scultura,
dipinto, installazione, ecc.) riguardo l’alluvione di Firenze. Quale forma
artistica scegli? Perché? Cosa rappresenta la tua opera d’arte?
Nessun commento:
Posta un commento