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giovedì 27 ottobre 2016

Cosa hai messo nel caffè di Malika Ayane



PRIMA DI GUARDARE. Rispondete alle seguenti domande con un/a compagno/a.
1)     Quale parole, luoghi, persone associ con il caffè?
2)     Quali sono i pro e contro del bere caffè?
3)     Se dovessi dedicare una canzone a una bevanda, a quale bevanda la dedicheresti e perché? Su cosa scriveresti?

PRIMA DI GUARDARE. Leggi il seguente brano sul caffè e scrivi due domande da fare a un/a compagno/a a cui rispondere con VERO o FALSO

Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine della pianta del caffè e, oltre all'Etiopia, si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Pellegrino Artusi, nel suo celebre manuale La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, sostiene che il miglior caffè sia quello di Mokha (città nello Yemen), e che questo sarebbe l'indizio per individuarne il luogo d'origine.
Esistono molte leggende sull'origine del caffè. La più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia. Un giorno queste incontrando una pianta di caffè cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, poi le macinò e ne fece un'infusione, ottenendo il caffè. Un'altra leggenda ha come protagonista il profeta Maometto il quale, sentendosi male, ebbe un giorno la visione dell'Arcangelo Gabriele che gli offriva una pozione nera (come la Sacra Pietra della Mecca) creata da Allah, che gli permise di riprendersi e tornare in forze.[
Nel XV secolo la conoscenza della bevanda a base di caffè si estese fino a Damasco, al Cairo per arrivare infine ad Istanbul, dove il suo consumo avveniva nei luoghi d'incontro dell'epoca. Per i suoi rapporti commerciali in Vicino Oriente, Venezia fu la prima a far uso del caffè in Italia, forse fin dal XVI secolo; ma le prime botteghe del caffè furono aperte solo nel 1645.
Verso il 1650, cominciò ad essere importato e consumato in Inghilterra e si aprirono di conseguenza i primi caffè (intesi come circoli e bar e detti in inglese coffeehouse), come ad esempio quelli di Oxford e di Londra. Nel 1663 in Inghilterra vi erano già 80 coffeehouse, cresciuti vertiginosamente fino a superare le 3000 unità nel 1715. I caffè divennero presto luoghi di nascita e diffusione di idee liberali, e furono frequentati da letterati, politici e filosofi, diffondendone l'uso in tutta Europa. Nel 1670 aprì il primo caffè a Berlino e nel 1686 a Parigi. Nel 1684 Franciszek Jerzy Kulczycki, soldato delle truppe del re polacco Jan III Sobieski, che era giunto in Austria per salvare Vienna dall'assedio dei Turchi, dopo la liberazione della città, aprì in questa la prima bottega del caffè, fra le prime in Europa. Costui utilizzò all'inizio i sacchi di caffè abbandonati dall'esercito ottomano in fuga. Nel 1689 venne inaugurato il primo caffè negli Stati Uniti, a Boston, denominato London Coffee House. Seguì il The King's Arms, aperto a New York nel 1696.
Nel Settecento ogni città d'Europa possedeva almeno un caffè. Il caffè iniziò ad essere coltivato in larga scala nelle colonie britanniche e in quelle olandesi (in Indonesia). La Compagnia olandese delle Indie Orientali incominciò a coltivare il caffè già nell'ultimo decennio del XVII secolo, presso Giava utilizzando semi provenienti dal porto di Mocha, nello Yemen. Nel1706 alcune piantine di caffè vennero trasferite da Giava al giardino botanico di Amsterdam; da lì, nel 1713, una pianta raggiunse la Francia.Nel 1720 Gabriel de Clieu, un ufficiale della marina francese, salpò alla volta dei Caraibi con due piantine di caffè di cui solo una sopravvisse arrivando alla colonia francese della Martinica. Da lì, nei decenni seguenti, le piante si diffusero rapidamente in tutto il Centroamerica: Santo Domingo (1725), Guadalupa (1726), Giamaica (1730), Cuba (1748) e Porto Rico (1755). Nello stesso periodo, precisamente nel 1718, gli olandesi portarono il caffè in un'altra loro colonia, la Guiana Olandese (attuale Suriname) da cui, nel 1719 entrò nella Guiana Francese e di qui penetrò infine in Brasile, dove, nel 1727, vennero create le prime piantagioni. L'industria nelle colonie dipendeva esclusivamente dalla pratica della schiavitù, abolita solo, peraltro formalmente, nel 1888.

                                                                                                          VERO            FALSO
1.
2.


MENTRE GUARDI. Sottolinea i verbi ed indica il modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, ecc) e tempo (presente, passato, imperfetto, trapassato).
M'hai detto vieni su da me, 
l'inverno è caldo su da me, 
non senti il freddo che fa 
in questa nostra città. 
Perché non vieni su da me, 
saremo soli io e te, 
ti posso offrire un caffè, 
in fondo che male c'è. 

Ma cosa hai messo nel caffè 
che ho bevuto su da te? 
C'è qualche cosa di diverso 
adesso in me; 
se c'è un veleno morirò, 
ma sarà dolce accanto a te 
perché l'amore che non c'era 
adesso c'è. 

Non so neppure che giorno è 
ma tutti i giorni sarò da te, 
è un'abitudine ormai 
che non so perdere, sai. 

Ma cosa hai messo nel caffè 
che ho bevuto su da te? 
C'è qualche cosa di diverso 
adesso in me; 
se c'è un veleno morirò, 
ma sarà dolce accanto a te 
perché l'amore che non c'era

DOPO AVER GUARDATO. Rispondi alle domande con un/ compagno/a
1.      Cosa pensi della canzone e della cantante?
2.      Cosa pensi del video?
3.      Di cosa parla la canzone secondo te?

4.      Scrivi tre versi di una canzone che abbia come protagonista una bevanda. Scegli il genere e, se vuoi, cantala ai compagni. Utilizza vari tempi e modi verbali.

martedì 11 ottobre 2016

Slow Food Story (1989)


PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle domande con un/a compagno/a.
1.   Cos’è il fast food?
2.   Quali sono gli effetti negativi del fast food?
3.   Conosci film/libri/programmi Tv/canzoni/poesie che parlano del fast food?
4.   Cosa sai dello Slow Food?
5.   Cosa le persone devono fare per vivere una vita sana?

LETTURA. Leggi il testo e poi scrivi due domande a cui rispondere con VERO o FALSO per i tuoi compagni.

MANIFESTO DELLO SLOW FOOD MOVIMENTO INTERNAZIONALE PER LA TUTELA E IL DIRITTO AL PIACERE
Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita. La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la "Fast-Life", che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei "Fast-Food".
Ma l'uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo ad una specie in via d'estinzione. Perciò contro la follia universale della "Fast-Life", bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i più, che confondono l'efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un'adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.
Iniziamo proprio a tavola con lo "Slow Food", contro l'appiattimento del "Fast-Food" riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la "Fast-Life" in nome della produttività, ha modificato la nostra vita e minaccia l'ambiente ed il paesaggio, lo "Slow Food" è oggi la risposta d'avanguardia. E' qui nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento la vera cultura, di qui può iniziare il progresso con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti.
Lo "Slow Food" assicura un avvenire migliore. Lo "Slow Food" è un'idea che ha bisogno di molti sostenitori qualificati, per fare diventare questo moto (lento) un movimento internazionale, di cui la chiocciolina è il simbolo.



DOPO AVER LETTO. Rispondi alle domande con un/a compagno/a.
1.   Come si definisce lo Slow Food nel manifesto?
2.   Cosa critica lo Slow Food?
3.   Cosa deve fare l’uomo del nostro tempo secondo lo Slow Food?
4.   Cosa propone lo Slow Food in generale e per quanto riguarda il cibo in particolare?
5.   Qual è lo scopo dello Slow Food?
6.   Perché usa la chiocciolina come simbolo?
7.   Sei d’accordo su quello che lo Slow Food propone? Perché?
8.   Mangi sempre seguendo i consigli dello Slow Food o mangi anche Fast Food? Quando? Perché?

9.   Quali sono gli esempi di Fast Food e Slow Food in Italia e negli Stati Uniti (piatti tipici, negozi, ristoranti, abitudini, ecc.)

giovedì 6 ottobre 2016

Un racconto sulla cucina italiana

Sei uno scrittore/una scrittrice e devi scrivere un racconto ambientato in un ristorante e che parli della cucina italiana.

Lezioni di cioccolato

Julia e Julia


Amore, cucina e curry (The Hundred-Foot Journey)



La storia della pizza e Totò sapore

(SCRITTO DA CRISTINA VILLA PER L'ESERCIZIARIO "CRESCENDO")

LETTURA LA STORIA DELLA PIZZA
L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per la pizza, piatto tipico dell’area del Mediterraneo e elaborata e modificata nel corso del tempo per poi diventare l’alimento che spesso si trova sulle tavole di quasi tutto il mondo. Piatto semplice, veloce e economico è uno dei prodotti che il made in Italy ha esportato all’estero [abroad].
Prima di leggere
Prima di leggere il testo rispondi alle seguenti domande.
1.         Gli ingredienti della pizza. Leggi la lista degli ingredienti nella lista e indica con una croce (X) quali sono quelli che solitamente associ con la pizza.
______ 1.        pomodoro
______ 2.        bistecca
______ 3.        banana
______ 4.        basilico
______ 5.        lenticchie
______ 6.        mozzarella

2.         Esistono diversi stili di pizza nel tuo Paese? Descrivili.

3.         Quali sono le catene fast-food che offrono la pizza nel tuo Paese? Descrivi il prodotto che offrono.

Uno dei prodotti italiani più conosciuti e esportati in tutto il mondo.

IL PIATTO NAZIONALE: LA PIZZA

Antenati della pizza.
L’età della pizza? Forse tremila anni. Infatti le antiche civiltà mediterranee, dall’Egitto alla Grecia classica e all’antica Roma, presentano esempi di focacce e schiacciate1 che possono essere considerate le antenate della pizza. Numerose sono le tracce di questo alimento anche durante il Medioevo e il Rinascimento2 in particolare nella città e regione di Napoli, considerata patria della pizza. In questo periodo la parola “pizza” è già attestata e indica variazioni sia dolci che salate del prodotto. Nel Seicento il termine appare nella storia “Le due pizzelle” nella famosa raccolta di storie Cuntu de li cunti (1634) del napoletano Gianbattista Basile e descrive un piatto fatto con un disco di pasta piegato col ripieno. 3
Nasce la pizza come la conosciamo noi
Per incontrare la classica pizza col pomodoro bisogna aspettare il Settecento. La ragione è che il pomodoro non esisteva in Europa, essendo una pianta originaria del Perù. È solo con la scoperta dell’America che si introduce il pomodoro nel vecchio Continente. Tuttavia solo un secolo e mezzo dopo gli europei si rendono conto4 delle virtù del pomodoro e verso la metà del Settecento diventa una degli ingredienti fondamentali della cucina napoletana, usato per la pasta e la pizza.
I pizzaioli a Napoli avevano di solito i banchetti5 all’aperto e una delle prime pizzerie, Port’Alba, apre nel 1738 e è frequentata successivamente da famosi intellettuali italiani come Gabriele D’Annunzio e francesi come Alexandre Dumas, autore dei Tre moschettieri, che parla della pizza nella sua opera Le Corricolo, una raccolta6 di articoli del 1835.
La pizza Margherita
Nel 1889, il re d’Italia Umberto I e la regina Margherita decidono di passare l'estate nella reggia7 di Capodimonte. La regina aveva sentito parlare della pizza ma non l’aveva mai mangiata, e chiama a corte il più famoso pizzaiolo di Napoli, Raffaele Esposito. Raffaele prepara tre tipi di pizza tra le quali una con mozzarella, pomodoro e basilico, cioè bianca rossa e verde, come i colori della bandiera8 italiana. Questa pizza entusiasma la regina e Raffaele decide di chiamarla “pizza Margherita” in suo onore.
La pizza negli Stati Uniti
La pizza arriva anche negli Stati Uniti in seguito alla forte emigrazione a fine ottocento. La prima pizzeria in USA appare nel 1905 a Little Italy a New York, chiamata “Lombardi’s” dal nome del suo proprietario,9 Gennaro Lombardi. La popolarità della pizza aumenta10 ancora dopo la seconda guerra mondiale in seguito al ritorno delle truppe alleate11 che avevano occupato l’Italia e scoperto12 la pizza. Iniziano a propagarsi13 le pizzerie e le catene come, ad esempio, Pizza Hut, nata nel 1954 in Kansas, e le varianti della pizza italiana come la New-York Style Pizza o la Chicago-Style Pizza.
Una curiosità: Totò sapore e la magica storia della pizza.
Nel 2003 il regista Maurizio Forestieri realizza il film d’animazione Totò sapore e la magica storia della pizza, dove la musica è scritta dai popolari fratelli e cantanti Edoardo e Eugenio Bennato. Il film, ambientato nel 1700, racconta la storia di Totò, giovane cuoco e cantante di piazza , che riceve da Pulcinella delle pentole magiche che trasformano ogni ingrediente in cibo delizioso. Grazie a questo diventa il cuoco del re di Napoli e … alla fine di molte avventure crea un piatto prelibato: la pizza!
Fonti
- Pizza mondo. www.pizzamondo.it.
- Totò sapore e la magica storia della pizza. www.imdb.com.



1kind of focaccia
2 Renaissance




3stuffing






4realize


5

6collection



7royal palace



8flag




9owner
10increases
11allied troops 12discovered
13spread


Comprensione
A.        Scegli la risposta esatta tra le tre scelte presentate.
1.         Qual è l’età della pizza?
a.         Circa tre secoli           b.         Circa tremila anni.     c.         Circa trecento anni.

2.         Quando arriva il pomodoro in Europa?
a.         Dopo il 1492.             b.         Verso l’anno 1000.    c.         Nel 1700.

3.         Quando apre una delle prime pizzerie a Napoli?
a.         Nel 1700.        b.         Nel 1800.        c.         Nel 1600.

4.         Perché si chiama pizza Margherita?
a.         Dal nome della moglie del pizzaiolo.
b.         Dal nome della regina d’Italia.
c.         Dal nome del pizzaiolo.

5.         Quali sono i colori della pizza Margherita?
a.         Quelli degli abiti della regina.
b.         Quelli della bandiera italiana.
c.         Quelli della reggia di Capodimonte

6.         Dove apre la prima pizzeria negli Stati Uniti?
a.         Kansas.           b.         Chicago.         c.         New York.

7.         Cos’è Totò sapore?
a.         Un fumetto.      b. Un cartone animato.        c. Un libro sulla storia della pizza.

B.        Vero o falso? Leggi l’articolo sulla pizza e  indica se le seguenti affermazioni sono vere o false e correggi quelle false.

______ 1.        Un cuoco di Napoli inventa la pizza.
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______ 2.        Nel Seicento appare un testo con una storia che parla della pizza.
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______ 3.        Si considera Napoli la patria della pizza.
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______ 4.        Solo nel Cinquecento si usa il pomodoro sulla pizza.
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______ 5.        Il pomodoro non è un prodotto europeo.
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______ 6.        .Il nome della pizza Margherita deriva da quello del re d’Italia.
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______ 7.        In America si creano diverse varianti della pizza.
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______ 8.        Le prime pizzerie in America aprono all’inizio del secolo scorso.
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VIDEO
Guarda il Trailer di “Totò sapore e la magica storia della pizza” e rispondi alle domande:
1. Di che genere è questo film?
2. Ti piace questo genere di film? Perché? 
3. Conosci film simili? Quali? 

4. Quali tipi di cibo vengono menzionati nel video? Fai una lista 
5. Secondo Totò, cosa bisogna mangiare quando siamo depressi e tristi?


6. Quali sono gli ingredienti della pizza menzionati nel secondo video?