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martedì 6 dicembre 2016

La grande bellezza di Paolo Sorrentino (2013)


a)     Prima di guardare: rispondi alle domande con un/a compagno/a.
  1. Quali film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della bellezza?
  2. Quali film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della vita mondana tra feste e discoteche in una grande città?
  3. Quali persone famose conosci che non amano o amano molto la vita mondana, New York, Hollywood, ecc.?
  4. Quali film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della vita in una grande città?
  5. Come descrivi e definisci la bellezza?
  6. Per te la bellezza è importante? Sì o no e perché?
b)    Prima di guardare: leggi la trama del film e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.
Informazioni generali. La grande bellezza è un film del 2013, diretto da Paolo Sorrentino che ha anche scritto la sceneggiatura. Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2013. È anche stato candidato ai premi Oscar 2014 in concorso per la sezione dei film stranieri. Il 12 gennaio 2014 ha vinto il Golden Globe come miglior film straniero.
Trama.
Jep Gambardella è un giornalista di costume ed esperto critico teatrale. È un uomo molto affascinante coinvolto nella vita mondana di Roma, una  città immersa nella bellezza del passato ma distrutta dallo squallore del presente. Da giovane, Jep si era anche dedicato alla scrittura e aveva scritto un libro, L'apparato umano. Non ha più scritto altri libri, nonostante questa sua prima opera fosse stata apprezzata, per la sua pigrizia e per una terribile e inconfessata crisi della pagina bianca da cui non riesce a liberarsi.
Frequenta ogni notte un gruppo amici intimi e compagni di avventure e sventure, tra cui Romano, scrittore teatrale mai realizzato; Lello, venditore di giocattoli dalla parlantina sciolta e marito infedele di Trumeau; Viola, ricca borghese con un figlio pazzo; Stefania, egocentrica scrittrice radical chic; Dadina, la caporedattrice nana del giornale in cui Jep scrive.
Una mattina, tornando da uno di quegli insipidi salotti, incontra il marito di Elisa. Elisa è stata il suo primo (e probabilmente unico) amore. Il marito di Elisa lo attende davanti alla porta di casa. Sua moglie è morta, lasciandosi dietro solo un diario dove narra dell'amore, mai perduto, verso Jep, di cui il marito è stato semplice surrogato per 35 anni, nient'altro che "un buon compagno".
Quest'episodio, unito al compimento del suo sessantacinquesimo compleanno, spingono Jep ad una profonda e melanconica rivisitazione della sua vita e a una lunga meditazione su se stesso e sul mondo che lo circonda. E, soprattutto, innescano in lui un pensiero che, probabilmente, era nascosto in lui da molto tempo: «Ho una mezza idea di riprendere a scrivere».
Jep osserva intorno a sé e nella sua Roma un teatro di personaggi, di incontri casuali e di nottate passate a divertirsi. Incontra Ramona, spogliarellista dai segreti dolorosi, e il cardinale Bellucci che si intende più di cucina che di fede. Jep si rende anche conto del vuoto e dell'inutilità della sua esistenza. Il sogno di recuperare la sua identità di scrittore e letterato, di ritornare a quell'innocente bellezza del primo amore adolescenziale, sembrano distruggersi di fronte allo spettacolo miserabile con cui Jep ogni sera deve confrontarsi. Confessa: «Mi chiedono perché non ho più scritto un libro. Ma guarda qua attorno. Queste facce. Questa città, questa gente. Questa è la mia vita: il nulla. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul nulla e non ci è riuscito: dovrei riuscirci io?». Ma alla fine il tutto sembra finire con una nota positiva. Guardate il film e vedrete.



                                                                                                          VERO            FALSO
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c)     Dopo aver guardato: intervista un compagno/a.

  1. Ti piacerebbe vedere il film? Perché?
  2. Quali pensi sia il genere del film? Perché?
  3. Come descrivi il protagonista?
  4. Immagina la fine del film.
  5. Devi immaginare un racconto che abbia come tema principale “il blocco dello scrittore”. Narra la storia ai compagni.
  6. Devi scrivere un film che abbia come protagonista una grande città e la gente che ci vive. Scegli uno o più generi (comico, drammatico, dell’orrore, d’azione, giallo, di fantascienza, western, ecc.) Immagina la storia e i personaggi. Pensa anche a scegliere attori per il tuo film.

sabato 19 novembre 2016

Al museo Ferragamo



PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle seguenti domande.
  1. Segui la moda? Sì o no e perché?
  2. Qual è il tuo/la tua stilista preferito/a? Perché?
  3. Cosa ti metteresti per una cerimonia elegante?
  4. Cosa ti metteresti per una grigliata in spiaggia?
  5. La moda è importante in Italia? Perché?
  6. La moda è importante per la tua città in California? Perché?
  7. Quali sono i centri della moda nel tuo Paese?

LETTURA. Leggi e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.
Biografia di Salvatore Ferragamo
Salvatore Ferragamo nasce nel 1898 a Bonito, paesino a un centinaio di chilometri da Napoli, undicesimo di quattordici figli. Non ancora adolescente dimostra una grande passione per le scarpe: a 11 anni è apprendista a Napoli presso un calzolaio e a 13 apre un suo negozio a Bonito. A 16 anni raggiunge in America uno dei fratelli che lavora in un grande calzaturificio di Boston. Salvatore è affascinato dalla modernità delle macchine e dei processi di lavoro ma ne vede anche i limiti qualitativi. Agli inizi degli anni Venti si trasferisce a Santa Barbara, in California, dove apre una bottega di riparazioni per calzature. La California di quegli anni è la terra favolosa dove prospera la giovane industria del cinema. Salvatore inizia a disegnare e realizzare scarpe per i film. Soprattutto western. Intanto, sempre alla ricerca di scarpe che calzano alla perfezione, studia anatomia umana, ingegneria chimica e matematica all’università di Los Angeles. Quando l’industria del cinema si sposta ad Hollywood Salvatore Ferragamo la segue. Nel 1923 apre l’‘Hollywood Boot Shop’ e inizia per lui la carriera di ‘calzolaio delle stelle’, così come lo definisce la stampa locale.

Nel 1927 Ferragamo decide di tornare in Italia, a Firenze, città tradizionalmente ricca di abili artigiani. Dal suo laboratorio fiorentino – in cui adatta il sistema della catena di montaggio al lavoro specializzato e rigorosamente manuale dei suoi operai – avvia un flusso costante di esportazione verso l’America. La grande crisi economica del ’29 interrompe però bruscamente i rapporti con il mercato americano e la sua azienda fallisce. Ferragamo non si perde d’animo e si rivolge al mercato interno. Nel giro di qualche anno gli affari vanno così bene che nel 1936 affitta due laboratori e un negozio nel Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni.
Quelli sono gli anni delle sanzioni economiche all’Italia di Mussolini: Ferragamo produce in quel periodo alcune delle sue creazioni più popolari e imitate, come le ‘zeppe’ di sughero, solide e leggere. Grazie ai suoi successi, nel 1938 Ferragamo sarà in grado di pagare la prima rata d’acquisto dell’intero Palazzo Spini Feroni, che rimarrà da allora la sede dell’azienda. Nel 1940 si sposa con Wanda Miletti, la giovane figlia del medico condotto di Bonito, che lo segue a Firenze e gli darà sei figli, tre maschi (Ferruccio, Leonardo e Massimo) e tre femmine (Fiamma, Giovanna e Fulvia).
Nel dopoguerra le scarpe di Salvatore Ferragamo diventano nel mondo uno dei simboli dell’Italia che torna a vivere, a creare e a produrre. Sono anni di invenzioni memorabili: i tacchi a spillo rinforzati in metallo resi famosi da Marilyn Monroe, i sandali in oro, il sandalo invisibile con tomaia in filo di nylon (che nel 1947 varrà a Ferragamo il prestigioso ‘Neiman Marcus Award’, l’Oscar della Moda, per la prima volta assegnato a un creatore di calzature).
Quando Salvatore Ferragamo muore, nel 1960, il grande sogno della sua vita è realizzato: creare e produrre le più belle scarpe del mondo. Alla sua famiglia rimarrà il compito di andare oltre e di realizzare l’idea che Salvatore aveva cominciato ad accarezzare negli ultimi anni: trasformare Ferragamo in una grande casa di moda.
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MENTRE VISITIAMO. Rispondi alle domande. [Sul blog (etichetta: Compiti esploriamo la città di Firenze]
1)   Perché il museo si chiama Ferragamo? Chi era Ferragamo?
2)   Cosa hai imparato sul museo e in generale durante la visita guidata? (scrivi molte informazioni)
3)   Cosa hai imparato sulla storia della moda durante questa visita?
4)   Cosa è per te la moda? (Domanda personale)
5)   Qual è la cosa più interessante che hai imparato riguardo la moda e le scarpe?
6)   Qual è l’oggetto che ha attratto di più la tua attenzione e perché?/ Quali sono gli oggetti che hanno attratto di più la tua attenzione e perché? (se possibile metti la foto nella tua risposta nel blog)
7)   Qual è il titolo della mostra al museo Ferragamo e che significato gli attribuisci?
8)   Quale opera d’arte hai scelto e perché?
9)   Sei uno stilista/una stilista famoso/a e devi creare un abito, un oggetto e delle scarpe, cosa crei e  perché?
10)Devi descrivere Firenze con un oggetto o vestito, cosa scegli e perché?
11)Devi descrivere la California con un oggetto o vestito, cosa scegli e perché?
12)Devi descrivere New York con un oggetto o vestito, cosa scegli e perché?
13)Devi descrivere una città a scelta con un oggetto o un vestito, cosa scegli e perché?


BUON DIVERTIMENTO!!!

giovedì 10 novembre 2016

Conference "Wandering with the Brigands"

Benvenuti all'interessantissima conferenza "Wandering with the Brigands. English and American Travelers during the Risorgimento!"


sabato 29 ottobre 2016

L’alluvione di Firenze e la mostra fotografica di Korab


PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle seguenti domande.
  1. Dove vivi ci sono molti problemi ambientali (terremoti, alluvioni, uragani, ecc.)?
  2. Quali sono state le più recenti catastrofi naturali nel tuo Paese?
  3. Cosa è stato fatto per aiutare le persone e risollevare i luoghi colpiti?
  4. Secondo te, c’è una correlazione tra i problemi ambientali del nostro mondo e le catastrofi naturali? Perché?
  5. Quali sono le recenti catastrofi naturali avvenute in Italia?
  6. Quali film/telefilm/serie televisive/libri/canzoni/opere d’arte (foto, sculture, dipinti, installazioni, video art, ecc.) conosci che parlano di problemi ambientali e/o di catastrofi naturali?
  7. Se dovessi girare un documentario su una catastrofe ambientale e/o un problema ambientale, su cosa scriveresti e perché? Di cosa parlerebbe il tuo documentario?
  8. Ti interessa la fotografia? Perché?
  9. Ti piacerebbe diventare un fotografo professionista? Perché?

LETTURA. Leggi e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.

L’ALLUVIONE DI FIRENZE, 4 NOVEMBRE 1966.
"Quel 4 Novembre del 1966, a Firenze, il fiume Arno, gonfio di acqua scura e fangosa tracimò e inondò la città travolgendo tutto ciò che trovava sul proprio cammino. Quando le acque defluirono restò solo la distruzione." (dal libro L’alluvione di Firenze 1966)
Quella avvenuta tra il 3 e il 4 Novembre fu la più spaventosa e terribile di tutte le alluvioni a Firenze e dintorni. In soli di giorni si riversò in tutta la regione una quantità d'acqua pari a un terzo della media annuale. Si calcola che il livello dell'Arno toccò gli 11 metri (36 piedi).
L'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì solo il centro storico della città ma tutto il bacino dell'Arno a monte ed a valle. Le campagne furono allagate per giorni dopo il disastro e molti comuni minori isolati e danneggiati gravemente.
Alle ore 18 del 4 novembre 1966, le acque raggiunsero i sei metri di altezza (19.6 piedi) e iniziarono poi lentamente a calare e l’Arno a rientrare nel suo corso.
Una curiosità riguarda gli abitanti della zona di Via Ghibellina che si impegnarono a salvare i detenuti del carcere delle Murate, intrappolati nella prigione, e che li accolsero nei piani alti delle loro abitazioni. Molti fiorentini ricordano questi ospiti per la loro umanità e riconoscenza.
SOCCORSI E GLI "ANGELI DEL FANGO"
L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile. I cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a vuotare le loro botteghe. Le notizie furono date in grande ritardo e i media tentarono di non enfatizzare l'entità del disastro.
Per i primi giorni gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato o dalle truppe di stanza in città. Per vedere uno sforzo organizzato dal governo fu necessario attendere sei giorni dopo la catastrofe. L'unico aiuto finanziario del governo fu una somma di 500mila lire ai commercianti, a fondo perduto e finanziata con il sistema dell'aumento del prezzo della benzina (tassa ancora presente oltre a quella per la guerra coloniale in Abissinia del 1935)
La FIAT ed altre case automobilistiche offrirono a chi aveva perso l'auto uno sconto del 40% per comprarne una nuova e una "supervalutazione" di 50mila lire per i resti della macchina alluvionata.
Un grande merito nell'opera di sensibilizzazione si dovette ad un documentario del regista fiorentino Franco Zeffirelli, che comprendeva uno appello in italiano dell'attore inglese Richard Burton.
Giunsero nel capoluogo toscano i primi aiuti. Un grande contributo fu dato da alcune città toscane come Prato e dai comuni della Versilia (che misero a disposizione pattini, gommoni e bagnini [lifeguards]), da altri comuni e città italiane, dalle forze armate americane in Italia, dalla Croce Rossa tedesca, da varie associazioni laiche e cattoliche, da alcune federazioni di partiti politici e dalle Forze Armate Italiane. Aiuti "ufficiali" arrivarono anche dall' Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria.
Gli "Angeli del fango" furono un esercito di giovani e meno giovani di tutte le nazionalità che volontariamente, subito dopo l'alluvione, arrivarono a migliaia in città per salvare le opere d'arte e i libri, strappando al fango e all'oblio la testimonianza di secoli di arte e di storia. Questa incredibile catena di solidarietà internazionale è una delle immagini più belle nella tragedia.
È inevitabile che i più duraturi nella memoria siano i danni al patrimonio artistico: migliaia di volumi, tra cui preziosi manoscritti o rare opere a stampa furono coperti di fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale Centrale, e una delle più importanti opere pittoriche di tutti i tempi, Il Crocifisso di Cimabue conservato nella Basilica di Santa Croce deve considerarsi, nonostante un commovente restauro, perduto all'80%.
(testo adattato da: http://www.aboutflorence.com/firenze/alluvione-di-firenze.html)
1.
2.
VISIONE DI IMMAGINI DOCUMENTARIE DELL’ALLUVIONE, DEL DOCUMENTARIO DI FRANCO ZEFFIRELLI “Per Firenze” (1966) DEL FILM “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana (2003)

DOPO AVER LETTO E VISTO. Rispondi alle seguenti domande.
  1. Quali sono le conseguenze delle catastrofi ambientali per i luoghi, le città, le persone, la vita quotidiana?
  2. Cosa fai tu nella tua vita quotidiana per prepararti ad un’eventuale catastrofe ambientale (terremoto, ecc.)?
  3. Hai mai sperimentato una catastrofe ambientale (terremoto, uragano, ecc.)
  4. Se ti fossi trovato a Firenze durante l’alluvione del 1966, come avresti reagito e cosa avresti fatto?
  5. Dove non ti piacerebbe viaggiare o vivere per evitare eventuali catastrofi ambientali?
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PRIMA DELLA VISITA: LETTURA. Leggi il seguente paragrafo e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.

LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI BALTHAZAR KORAB.
Nato in Ungheria nel 1926, Korab ne scappò, poco più che ventenne, durante l’occupazione sovietica, che aveva visto suo padre incarcerato ingiustamente. Riuscì a raggiungere Parigi, dove fu ammesso alla École des Beaux-Arts e lì concluse, nel 1954, gli studi di architettura che aveva iniziato a Budapest. L’anno successivo decise di abbandonare l’Europa e si trasferì negli Stati Uniti.
Fu uno dei più celebri e prolifici fotografi di architettura del secolo scorso, Balthazar Korab. Le sue immagini dei lavori di Mies Van Der Rohe e Frank Lloyd Wright, di Le Corbusier, Richard Meier e soprattutto di Eero Saarinen, a partire dalla fine degli anni Cinquanta furono pubblicate in tutto il mondo su libri e riviste, valendogli premi, riconoscimenti e mostre.
Nel momento di maggior successo, nell’autunno del 1966, decise di prendersi un anno sabbatico e, con la moglie e i due figli, venne in Italia. Arrivò a Firenze, più precisamente a Settignano, nei primi giorni di novembre di quell’anno e, per puro caso, si trovò ad assistere all’alluvione che sconvolse la città di lì a poco.
Balthazar non resisté alla tentazione di avvicinarsi al luogo del disastro, armato solo della macchina fotografica e di cinque rullini fotografici. Immerso nell’acqua e nel fango sino al petto, per un giorno intero girò per la città inondata. L’indomani raggiunse Roma e sviluppò le immagini, che tramite l’Associated Press e la rivista Life fecero il giro del mondo. Per la stampa estera Korab divenne il fotografo dell’alluvione e nei giorni successivi il disastro, continuò a girare la città documentando i danni sugli edifici, i monumenti e le opere d’arte, ma anche gli sforzi compiuti da tutti, le truppe in città e i tantissimi volontari – grazie ai quali furono salvati materiali preziosissimi dagli Uffizi, dal Museo di Storia della Scienza e dalla Biblioteca Nazionale Centrale.
Le fotografie, in occasione dei cinquant’anni da quell’evento, vengono presentate alla Tethys Gallery nella mostra Balthazar Korab. I giorni dell’Alluvione, dal 27 ottobre al 26 novembre 2016. La mostra è organizzata in collaborazione con l’Università del Minnesota.
(testo adattato da: http://www.seidifirenzese.it/2016/10/29/balthazar-korab-giorni-dellalluvione-firenze-mostra/)
1.
2.

MENTRE VISITIAMO. Rispondi alle domande. [Sul blog (etichetta: Compiti esploriamo la città di Firenze]
1)   Quale foto ha attratto di più la tua attenzione? Perché? [Descrivi la foto]
2)   Quale foto ti sembra meno interessante e perché? [Descrivi la foto]
3)   Scegli una foto ed immagina una storia sull’alluvione ispirandoti alla foto.
4)   Se tu fossi stato Korab, cosa avresti fotografato di più (per esempio: persone, luoghi, opere d’arte, strade, ecc.)? Perché?
5)   Descrivi l’alluvione di Firenze e le sue conseguenze usando degli aggettivi. Quali aggettivi usi?
6)   Sei un/una regista e devi scrivere un film ispirato all’alluvione di Firenze. Di cosa parla il tuo film? Chi sono i personaggi? Chi sono gli attori che recitano il ruolo questi personaggi?

La mostra di Palazzo Vecchio “Alfabeti sommersi” di Emilio Isgrò e Anselm Kiefer

A Palazzo Vecchio possiamo trovare un film inedito a colori, una mostra di arte contemporanea con “Alfabeti sommersi” e un’iniziativa unica per ricordare i giorni dell’alluvione e proporre una riflessione artistica sul tema della memoria e del libro.
Un docufilm inedito e immersivo con immagini a colori, girate da Beppe Fantacci, è proiettato per immergere e far capire all’osservatore la portata del tragico evento. Giuseppe Fantacci realizzò un filmato in super8 a colori, iniziando a girare fin dalle prime ore della mattina del 4 novembre, mentre l’Arno invadeva la città con forza distruttiva e proseguì anche nei giorni successivi.
Una mostra di arte contemporanea affianca il filmato. Sono esposte le opere di due grandi artisti contemporanei, Emilio Isgrò e Anselm Kiefer, che hanno fatto della riflessione artistica e poetica sui libri – oggetto-simbolo dell’alluvione fiorentina – il centro della propria esperienza artistica. I libri, a centinaia, furono vittime della furia delle acque che invasero la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e altre storiche biblioteche, distruggendo un patrimonio storico e artistico di eccezionale valore.

1)   Quale immagine/video/libro ha attratto di più la tua attenzione? Perché? [Descrivila/lo]
2)   Come interpreti i manoscritti di Isgrò e Kiefer?

3)   Sei un/una artista e devi creare un’opera d’arte (fotografia, video, film, scultura, dipinto, installazione, ecc.) riguardo l’alluvione di Firenze. Quale forma artistica scegli? Perché? Cosa rappresenta la tua opera d’arte?

lunedì 24 ottobre 2016

Università di Firenze - Incontro con i ragazzi italiani

Martedì 25 ottobre e mercoledì 26 ottobre alle ore 2.30 incontreremo i ragazzi italiani dell'Università di Firenze. Buon divertimento!


Ragazzi italiani che hanno deciso di vivere a Londra


martedì 11 ottobre 2016

PINOCCHIO DI ROBERTO BENIGNI (2002)


PRIMA DI LEGGERE E GUARDARE: RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE CON UN COMPAGNO/ UNA COMPAGNA

1.      Conoscete la storia di Pinocchio? Se si raccontatela alla classe usando il passato remoto e l’imperfetto.

2.      Pensate ci siano una morale e un insegnamento nella storia di Pinocchio? Quali?

3.      Conoscete storie simili? Quali?

4.      Pinocchio ha ispirato vari film. Quali?

5.      Avete mai conosciuto una persona che ha subito una radicale trasformazione in positivo o negativo? Spiegate alla classe

6.      Avete già visto il film di Benigni? Lo vorreste vedere? Sì o no e perché?
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LETTURA E VISIONE: LEGGI LA TRAMA, GUARDATE IL VIDEO E RISPONDETE ALLE DOMANDE. http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=SHSf6tiZG9I&NR=1

USCITA CINEMA: 2002
GENERE: Commedia
REGIA: 
Roberto Benigni
ATTORI: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi,  ecc.
1.      Come pensate sia Pinocchio? Descrivete la sua personalità usando il congiuntivo.
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2.      Come credete sia Geppetto? Descrivete la sua personalità usando il congiuntivo.
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3.      Cosa fa Pinocchio in questa scena?
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4.      Ci sono differenze con il Pinocchio di Walt Disney?
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5.      Come pensate sia stato Collodi (l’autore di Pinocchio, pubblicato nel 1881)? E perché pensate abbia scritto questa storia?
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DOPO AVER GUARDATO RISPONDETE ALLE DOMANDE
6.      Su un foglio a parte, inventate una storia. 1) pensate a un insegnamento da offrire che per voi è importante 2) immaginate i personaggi e la storia
7.      Leggete le informazioni sul parco di Pinocchio.
A)    Sottolineate i verbi al passato remoto e individuate l’infinito
B)   Scrivete tre domande a cui rispondere con VERO o FALSO
l Parco di Pinocchio non poteva sorgere che a Collodi, dove l'antico villaggio è rimasto come secoli fa, una SERIE di case che finisce vicino a Villa Garzoni e al suo scenografico Giardino, dove nacque la madre di Carlo Lorenzini e lo scrittore trascorse l'infanzia presso i nonni Orzali.
Il Parco non è il solito luogo di divertimenti, ma la suggestiva, preziosa opera collettiva di grandi artisti. Il divertimento che ne deriva è spontaneo e naturale, grazie alla bellezza dell'arte e dell'ambiente. L'idea di complesso monumentale fu, nel 1951, del Sindaco di Pescia, il Professor Rolando Anzilotti, che costituì il comitato per il Monumento a Pinocchio ed invitò i maggiori artisti a concorso. Ottantaquattro gli scultori che risposero: vincitori ex aequo furono Emilio Greco con Pinocchio e la Fata e Venturino Venturini con la Piazzetta dei Mosaici. Nel 1956 si inaugurarono il celebre gruppo bronzeo, che raffigura simbolicamente la metamorfosi di Pinocchio, e gli straordinari mosaici con i principali episodi delle Avventure, in uno spazio progettato da architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.
Nel 1963 venne l'Osteria del Gambero Rosso, che ospita l'omonimo ristorante, opera di Giovanni Michelucci. Nel 1972 il Parco si ampliò con il Paese dei Balocchi, percorso fantastico attraverso unj bosco con ventuno sculture in bronzo e acciaio e costruzioni, che evocano l'intreccio delle Avventure.

IN TRENO 
Treni da e per Firenze ogni 30 minuti. 
Per informazioni sugli orari dei treni per Pescia visita TRENITALIA 

Telefoni utili:

Stazione ferroviaria Pescia: tel. 0572 44.44.01 
Autolinee LAZZI tel. 0572 47.066 
Autolinee CLAP tel. 0583 58.78.97
Il LINK per l'orario del bus che da Lucca porta a Collodi Ponte all'Abate ora è questo:
e per l'autobus che da Pescia, via Stazione FS, porta dentro Collodi è il seguente:
http://www.blubus.it
Informazioni:
Parco di Pinocchio tel.             0572-429342       


DOMANDE
1.
2.
3.




Slow Food Story (1989)


PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle domande con un/a compagno/a.
1.   Cos’è il fast food?
2.   Quali sono gli effetti negativi del fast food?
3.   Conosci film/libri/programmi Tv/canzoni/poesie che parlano del fast food?
4.   Cosa sai dello Slow Food?
5.   Cosa le persone devono fare per vivere una vita sana?

LETTURA. Leggi il testo e poi scrivi due domande a cui rispondere con VERO o FALSO per i tuoi compagni.

MANIFESTO DELLO SLOW FOOD MOVIMENTO INTERNAZIONALE PER LA TUTELA E IL DIRITTO AL PIACERE
Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita. La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la "Fast-Life", che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei "Fast-Food".
Ma l'uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo ad una specie in via d'estinzione. Perciò contro la follia universale della "Fast-Life", bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i più, che confondono l'efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un'adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.
Iniziamo proprio a tavola con lo "Slow Food", contro l'appiattimento del "Fast-Food" riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la "Fast-Life" in nome della produttività, ha modificato la nostra vita e minaccia l'ambiente ed il paesaggio, lo "Slow Food" è oggi la risposta d'avanguardia. E' qui nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento la vera cultura, di qui può iniziare il progresso con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti.
Lo "Slow Food" assicura un avvenire migliore. Lo "Slow Food" è un'idea che ha bisogno di molti sostenitori qualificati, per fare diventare questo moto (lento) un movimento internazionale, di cui la chiocciolina è il simbolo.



DOPO AVER LETTO. Rispondi alle domande con un/a compagno/a.
1.   Come si definisce lo Slow Food nel manifesto?
2.   Cosa critica lo Slow Food?
3.   Cosa deve fare l’uomo del nostro tempo secondo lo Slow Food?
4.   Cosa propone lo Slow Food in generale e per quanto riguarda il cibo in particolare?
5.   Qual è lo scopo dello Slow Food?
6.   Perché usa la chiocciolina come simbolo?
7.   Sei d’accordo su quello che lo Slow Food propone? Perché?
8.   Mangi sempre seguendo i consigli dello Slow Food o mangi anche Fast Food? Quando? Perché?

9.   Quali sono gli esempi di Fast Food e Slow Food in Italia e negli Stati Uniti (piatti tipici, negozi, ristoranti, abitudini, ecc.)