a)Prima di guardare: rispondi alle domande con un/a
compagno/a.
Quali film/telefilm/programmi
televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della bellezza?
Quali
film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della
vita mondana tra feste e discoteche in una grande città?
Quali persone
famose conosci che non amano o amano molto la vita mondana, New York,
Hollywood, ecc.?
Quali
film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della
vita in una grande città?
Come descrivi e
definisci la bellezza?
Per te la bellezza
è importante? Sì o no e perché?
b)Prima di guardare: leggi la trama del film e scrivi due
domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.
Informazioni generali.La grande
bellezza è un film del 2013, diretto da Paolo
Sorrentino che ha anche scritto la sceneggiatura. Il film è
stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2013. È anche stato candidato
ai premi Oscar 2014 in concorso per la sezione dei film stranieri. Il 12
gennaio 2014 ha vinto il Golden Globe come miglior film straniero.
Trama.
Jep Gambardella è un giornalista di costume ed
esperto critico teatrale. È un uomo molto affascinante coinvolto nella vita
mondana di Roma, una città immersa nella bellezza del passato ma distrutta dallo
squallore del presente. Da giovane, Jep si era anche dedicato alla scrittura e
aveva scritto un libro, L'apparato umano. Non ha più scritto altri
libri, nonostante questa sua prima opera fosse stata apprezzata, per la sua
pigrizia e per una terribile e inconfessata crisi della pagina bianca da cui
non riesce a liberarsi.
Frequenta ogni notte un gruppo amici
intimi e compagni di avventure e sventure, tra cui Romano, scrittore teatrale
mai realizzato; Lello, venditore di giocattoli dalla parlantina sciolta e
marito infedele di Trumeau; Viola, ricca borghese con un figlio pazzo;
Stefania, egocentrica scrittrice radical chic;
Dadina, la caporedattrice nana del giornale in cui Jep scrive.
Una mattina, tornando da uno di quegli insipidi
salotti, incontra il marito di Elisa. Elisa è stata il suo primo (e
probabilmente unico) amore. Il marito di Elisa lo attende davanti alla porta di
casa. Sua moglie è morta, lasciandosi dietro solo un diario dove narra
dell'amore, mai perduto, verso Jep, di cui il marito è stato semplice surrogato
per 35 anni, nient'altro che "un buon compagno".
Quest'episodio, unito al compimento del suo
sessantacinquesimo compleanno, spingono Jep ad una profonda e melanconica
rivisitazione della sua vita e a una lunga meditazione su se stesso e sul mondo
che lo circonda. E, soprattutto, innescano in lui un pensiero che,
probabilmente, era nascosto in lui da molto tempo: «Ho una mezza idea di
riprendere a scrivere».
Jep osserva intorno a sé e nella sua Roma un teatro
di personaggi, di incontri casuali e di nottate passate a divertirsi. Incontra
Ramona, spogliarellista dai segreti dolorosi, e il cardinale Bellucci che si
intende più di cucina che di fede. Jep si rende anche conto del vuoto e
dell'inutilità della sua esistenza. Il sogno di recuperare la sua identità di
scrittore e letterato, di ritornare a quell'innocente bellezza del primo amore
adolescenziale, sembrano distruggersi di fronte allo spettacolo miserabile con
cui Jep ogni sera deve confrontarsi. Confessa: «Mi chiedono perché non ho più
scritto un libro. Ma guarda qua attorno. Queste facce. Questa città, questa
gente. Questa è la mia vita: il nulla. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul
nulla e non ci è riuscito: dovrei riuscirci io?». Ma alla fine il tutto sembra
finire con una nota positiva. Guardate il film e vedrete.
VERO FALSO
1.
2.
c)Dopo aver guardato: intervista un compagno/a.
Ti piacerebbe
vedere il film? Perché?
Quali pensi sia il
genere del film? Perché?
Come descrivi il
protagonista?
Immagina la fine
del film.
Devi immaginare un
racconto che abbia come tema principale “il blocco dello scrittore”. Narra
la storia ai compagni.
Devi scrivere un
film che abbia come protagonista una grande città e la gente che ci vive. Scegli
uno o più generi (comico, drammatico, dell’orrore, d’azione, giallo, di
fantascienza, western, ecc.) Immagina la storia e i personaggi. Pensa
anche a scegliere attori per il tuo film.
Qual è il tuo/la tua stilista preferito/a? Perché?
Cosa ti metteresti per una cerimonia elegante?
Cosa ti metteresti per una grigliata in spiaggia?
La moda è importante in Italia? Perché?
La moda è importante per la tua città in California?
Perché?
Quali sono i centri della moda nel tuo Paese?
LETTURA. Leggi e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere
con VERO o FALSO.
Biografia di Salvatore Ferragamo
Salvatore Ferragamo nasce nel 1898 a Bonito,
paesino a un centinaio di chilometri da Napoli, undicesimo di quattordici
figli. Non ancora adolescente dimostra una grande passione per le scarpe: a 11
anni è apprendista a Napoli presso un calzolaio e a 13 apre un suo negozio a
Bonito. A 16 anni raggiunge in America uno dei fratelli che lavora in un grande
calzaturificio di Boston. Salvatore è affascinato dalla modernità delle
macchine e dei processi di lavoro ma ne vede anche i limiti qualitativi. Agli
inizi degli anni Venti si trasferisce a Santa Barbara, in California, dove apre
una bottega di riparazioni per calzature. La California di quegli anni è la
terra favolosa dove prospera la giovane industria del cinema. Salvatore inizia
a disegnare e realizzare scarpe per i film. Soprattutto western. Intanto,
sempre alla ricerca di scarpe che calzano alla perfezione, studia anatomia
umana, ingegneria chimica e matematica all’università di Los Angeles. Quando
l’industria del cinema si sposta ad Hollywood Salvatore Ferragamo la segue. Nel
1923 apre l’‘Hollywood Boot Shop’ e inizia per lui la carriera di ‘calzolaio
delle stelle’, così come lo definisce la stampa locale.
Nel 1927 Ferragamo decide di tornare in Italia, a Firenze, città
tradizionalmente ricca di abili artigiani. Dal suo laboratorio fiorentino – in
cui adatta il sistema della catena di montaggio al lavoro specializzato e
rigorosamente manuale dei suoi operai – avvia un flusso costante di
esportazione verso l’America. La grande crisi economica del ’29 interrompe però
bruscamente i rapporti con il mercato americano e la sua azienda fallisce.
Ferragamo non si perde d’animo e si rivolge al mercato interno. Nel giro di
qualche anno gli affari vanno così bene che nel 1936 affitta due laboratori e
un negozio nel Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni.
Quelli sono gli anni delle sanzioni economiche all’Italia di Mussolini:
Ferragamo produce in quel periodo alcune delle sue creazioni più popolari e
imitate, come le ‘zeppe’ di sughero, solide e leggere. Grazie ai suoi successi,
nel 1938 Ferragamo sarà in grado di pagare la prima rata d’acquisto dell’intero
Palazzo Spini Feroni, che rimarrà da allora la sede dell’azienda. Nel 1940 si
sposa con Wanda Miletti, la giovane figlia del medico condotto di Bonito, che
lo segue a Firenze e gli darà sei figli, tre maschi (Ferruccio, Leonardo e
Massimo) e tre femmine (Fiamma, Giovanna e Fulvia).
Nel dopoguerra le scarpe di Salvatore Ferragamo diventano nel mondo uno dei
simboli dell’Italia che torna a vivere, a creare e a produrre. Sono anni di
invenzioni memorabili: i tacchi a spillo rinforzati in metallo resi famosi da
Marilyn Monroe, i sandali in oro, il sandalo invisibile con tomaia in filo di
nylon (che nel 1947 varrà a Ferragamo il prestigioso ‘Neiman Marcus Award’,
l’Oscar della Moda, per la prima volta assegnato a un creatore di calzature).
Quando Salvatore Ferragamo muore, nel 1960, il grande sogno della sua vita è
realizzato: creare e produrre le più belle scarpe del mondo. Alla sua famiglia
rimarrà il compito di andare oltre e di realizzare l’idea che Salvatore aveva
cominciato ad accarezzare negli ultimi anni: trasformare Ferragamo in una
grande casa di moda.
1.
2.
MENTRE
VISITIAMO. Rispondi alle domande. [Sul blog (etichetta: Compiti esploriamo la città di
Firenze]
1)Perché il museo si
chiama Ferragamo? Chi era Ferragamo?
2)Cosa hai imparato sul
museo e in generale durante la visita guidata? (scrivi molte informazioni)
3)Cosa hai imparato
sulla storia della moda durante questa visita?
4)Cosa è per te la moda?
(Domanda personale)
5)Qual è la cosa più
interessante che hai imparato riguardo la moda e le scarpe?
6)Qual è l’oggetto che
ha attratto di più la tua attenzione e perché?/ Quali sono gli oggetti che
hanno attratto di più la tua attenzione e perché? (se possibile metti la foto
nella tua risposta nel blog)
7)Qual è il titolo della
mostra al museo Ferragamo e che significato gli attribuisci?
8)Quale opera d’arte hai
scelto e perché?
9)Sei uno stilista/una
stilista famoso/a e devi creare un abito, un oggetto e delle scarpe, cosa crei
e perché?
10)Devi
descrivere Firenze con un oggetto o vestito, cosa scegli e perché?
11)Devi
descrivere la California con un oggetto o vestito, cosa scegli e perché?
12)Devi
descrivere New York con un oggetto o vestito, cosa scegli e perché?
13)Devi
descrivere una città a scelta con un oggetto o un vestito, cosa scegli e
perché?
Dove vivi ci sono molti problemi ambientali
(terremoti, alluvioni, uragani, ecc.)?
Quali sono state le più recenti catastrofi naturali
nel tuo Paese?
Cosa è stato fatto per aiutare le persone e risollevare
i luoghi colpiti?
Secondo te, c’è una correlazione tra i problemi
ambientali del nostro mondo e le catastrofi naturali? Perché?
Quali sono le recenti catastrofi naturali avvenute
in Italia?
Quali film/telefilm/serie
televisive/libri/canzoni/opere d’arte (foto, sculture, dipinti,
installazioni, video art, ecc.) conosci che parlano di problemi ambientali
e/o di catastrofi naturali?
Se dovessi girare un documentario su una catastrofe
ambientale e/o un problema ambientale, su cosa scriveresti e perché? Di
cosa parlerebbe il tuo documentario?
Ti interessa la fotografia? Perché?
Ti piacerebbe diventare un fotografo professionista?
Perché?
LETTURA. Leggi e scrivi due domande da fare ai compagni a
cui rispondere con VERO o FALSO.
L’ALLUVIONE DI FIRENZE, 4
NOVEMBRE 1966.
"Quel 4 Novembre del 1966,
a Firenze, il fiume Arno, gonfio di acqua scura e fangosa tracimò e inondò la
città travolgendo tutto ciò che trovava sul proprio cammino. Quando le acque
defluirono restò solo la distruzione."(dal libroL’alluvione di
Firenze 1966)
Quella avvenuta tra il 3 e il 4 Novembre fu
la più spaventosa e terribile di tutte le alluvioni a Firenze e dintorni. In
soli di giorni si riversò in tutta la regione una quantità d'acqua pari a un
terzo della media annuale. Si calcola che il livello dell'Arno toccò gli 11
metri (36 piedi).
L'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì
solo il centro storico della città ma tutto il bacino dell'Arno a monte ed a
valle. Le campagne furono allagate per giorni dopo il disastro e molti comuni
minori isolati e danneggiati gravemente.
Alle ore 18 del 4 novembre 1966, le acque
raggiunsero i sei metri di altezza (19.6 piedi) e iniziarono poi lentamente a
calare e l’Arno a rientrare nel suo corso.
Una curiosità riguarda gli abitanti della
zona di Via Ghibellina che si impegnarono a salvare i detenuti del carcere
delle Murate, intrappolati nella prigione, e che li accolsero nei piani alti
delle loro abitazioni. Molti fiorentini ricordano questi ospiti per la loro
umanità e riconoscenza.
SOCCORSI E GLI "ANGELI DEL
FANGO"
L'alluvione fu uno
dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una
struttura centrale con compiti di protezione civile. I cittadini non furono
avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte
Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava
a vuotare le loro botteghe. Le notizie furono date in grande ritardo e i media
tentarono di non enfatizzare l'entità del disastro.
Per i primi giorni
gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato o dalle truppe di
stanza in città. Per vedere uno sforzo organizzato dal governo fu necessario attendere
sei giorni dopo la catastrofe. L'unico
aiuto finanziario del governo fu una somma di 500mila lire ai commercianti, a
fondo perduto e finanziata con il sistema dell'aumento del prezzo della benzina
(tassa ancora presente oltre a quella per la guerra coloniale in Abissinia del
1935)
La
FIAT ed altre case automobilistiche offrirono a chi aveva perso l'auto uno
sconto del 40% per comprarne una nuova e una "supervalutazione" di
50mila lire per i resti della macchina alluvionata.
Un
grande merito nell'opera di sensibilizzazione si dovette ad un documentario del
regista fiorentino Franco Zeffirelli, che comprendeva uno appello in italiano
dell'attore inglese Richard Burton.
Giunsero
nel capoluogo toscano i primi aiuti. Un grande contributo fu dato da alcune
città toscane come Prato e dai comuni della Versilia (che misero a disposizione
pattini, gommoni e bagnini [lifeguards]), da altri comuni e città italiane,
dalle forze armate americane in Italia, dalla Croce Rossa tedesca, da varie
associazioni laiche e cattoliche, da alcune federazioni di partiti politici e dalle
Forze Armate Italiane. Aiuti "ufficiali" arrivarono anche dall'
Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria.
Gli "Angeli del
fango" furono un esercito di giovani e meno giovani di tutte le nazionalità
che volontariamente, subito dopo l'alluvione, arrivarono a migliaia in città
per salvare le opere d'arte e i libri, strappando al fango e all'oblio la
testimonianza di secoli di arte e di storia. Questa incredibile catena di
solidarietà internazionale è una delle immagini più belle nella tragedia.
È
inevitabile che i più duraturi nella memoria siano i danni al patrimonio
artistico: migliaia di volumi, tra cui preziosi manoscritti o rare opere a
stampa furono coperti di fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale
Centrale, e una delle più importanti opere pittoriche di tutti i tempi, Il Crocifisso di Cimabue conservato
nella Basilica di Santa Croce deve considerarsi, nonostante un commovente
restauro, perduto all'80%.
(testo adattato da: http://www.aboutflorence.com/firenze/alluvione-di-firenze.html)
1.
2.
VISIONE DI IMMAGINI DOCUMENTARIE DELL’ALLUVIONE, DEL
DOCUMENTARIO DI FRANCO ZEFFIRELLI “Per Firenze” (1966) DEL FILM “La meglio
gioventù” di Marco Tullio Giordana (2003)
DOPO AVER LETTO E VISTO. Rispondi alle seguenti domande.
Quali sono le
conseguenze delle catastrofi ambientali per i luoghi, le città, le
persone, la vita quotidiana?
Cosa fai tu nella
tua vita quotidiana per prepararti ad un’eventuale catastrofe ambientale
(terremoto, ecc.)?
Hai mai
sperimentato una catastrofe ambientale (terremoto, uragano, ecc.)
Se ti fossi trovato a Firenze durante
l’alluvione del 1966, come avresti reagito e cosa avresti fatto?
Dove non ti piacerebbe viaggiare o vivere per
evitare eventuali catastrofi ambientali?
_____ *****_______
PRIMA DELLA
VISITA: LETTURA. Leggi il seguente paragrafo e scrivi due domande da fare ai compagni a cui
rispondere con VERO o FALSO.
LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI BALTHAZAR KORAB.
Nato in Ungheria nel 1926, Korab ne scappò, poco più che
ventenne, durante l’occupazione sovietica, che aveva visto suo padre
incarcerato ingiustamente. Riuscì a raggiungere Parigi, dove fu ammesso allaÉcole des Beaux-Artse lì concluse, nel 1954, gli
studi di architettura che aveva iniziato a Budapest. L’anno successivo decise
di abbandonare l’Europa e si trasferì negli Stati Uniti.
Fu uno dei più celebri e prolifici
fotografi di architettura del secolo scorso,Balthazar
Korab. Le sue immagini dei lavori di Mies Van Der Rohe e Frank
Lloyd Wright, di Le Corbusier, Richard Meier e soprattutto di Eero Saarinen, a
partire dalla fine degli anni Cinquanta furono pubblicate in tutto il mondo su
libri e riviste, valendogli premi, riconoscimenti e mostre.
Nel momento di maggior successo,
nell’autunno del 1966, decise di prendersi un anno sabbatico e, con la moglie e
i due figli, venne in Italia. Arrivò a Firenze, più precisamente a Settignano,
nei primi giorni di novembre di quell’anno e, per puro caso, si trovò ad
assistere all’alluvione che sconvolse la città di lì a poco.
Balthazar non resisté alla tentazione
di avvicinarsi al luogo del disastro, armato solo della macchina fotografica e
di cinque rullini fotografici. Immerso nell’acqua e nel fango sino al petto,
per un giorno intero girò per la città inondata. L’indomani raggiunse Roma e
sviluppò le immagini, che tramite l’Associated Press e la rivistaLifefecero
il giro del mondo. Per la stampa estera Korab divenne il fotografo
dell’alluvione e nei giorni successivi il disastro, continuò a girare la città
documentando i danni sugli edifici, i monumenti e le opere d’arte, ma anche gli
sforzi compiuti da tutti, le truppe in città e i tantissimi volontari – grazie
ai quali furono salvati materiali preziosissimi dagli Uffizi, dal Museo di
Storia della Scienza e dalla Biblioteca Nazionale Centrale.
Le fotografie, in occasione dei
cinquant’anni da quell’evento, vengono presentate allaTethys Gallerynella mostraBalthazar Korab.I giorni dell’Alluvione,
dal 27 ottobre al 26 novembre 2016. La mostra è organizzata in collaborazione
con l’Università del Minnesota.
(testo adattato da: http://www.seidifirenzese.it/2016/10/29/balthazar-korab-giorni-dellalluvione-firenze-mostra/)
1.
2.
MENTRE
VISITIAMO. Rispondi alle domande. [Sul blog (etichetta: Compiti esploriamo la
città di Firenze]
1)Quale foto
ha attratto di più la tua attenzione? Perché? [Descrivi la foto]
2)Quale foto
ti sembra meno interessante e perché? [Descrivi la foto]
3)Scegli una
foto ed immagina una storia sull’alluvione ispirandoti alla foto.
4)Se tu
fossi stato Korab, cosa avresti fotografato di più (per esempio: persone,
luoghi, opere d’arte, strade, ecc.)? Perché?
5)Descrivi
l’alluvione di Firenze e le sue conseguenze usando degli aggettivi. Quali
aggettivi usi?
6)Sei un/una
regista e devi scrivere un film ispirato all’alluvione di Firenze. Di cosa
parla il tuo film? Chi sono i personaggi? Chi sono gli attori che recitano il
ruolo questi personaggi? La
mostra di Palazzo Vecchio “Alfabeti sommersi” di Emilio Isgrò e Anselm Kiefer
A Palazzo Vecchio possiamo trovare un
film inedito a colori, una mostra di arte contemporanea con “Alfabeti sommersi”
e un’iniziativa unica per ricordare i giorni dell’alluvione e proporre una
riflessione artistica sul tema della memoria e del libro.
Un docufilm inedito e immersivo con
immagini a colori, girate da Beppe Fantacci, è proiettato per immergere e far
capire all’osservatore la portata del tragico evento. Giuseppe Fantacci
realizzò un filmato in super8 a colori, iniziando a girare fin dalle prime ore
della mattina del 4 novembre, mentre l’Arno invadeva la città con forza
distruttiva e proseguì anche nei giorni successivi.
Una mostra di arte contemporanea affianca
il filmato. Sono esposte le opere di due grandi artisti contemporanei, Emilio
Isgrò e Anselm Kiefer, che hanno fatto della riflessione artistica e poetica
sui libri – oggetto-simbolo dell’alluvione fiorentina – il centro della propria
esperienza artistica. I libri, a centinaia, furono vittime della furia delle
acque che invasero la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e altre storiche
biblioteche, distruggendo un patrimonio storico e artistico di eccezionale
valore.
1)Quale
immagine/video/libro ha attratto di più la tua attenzione? Perché?
[Descrivila/lo]
2)Come
interpreti i manoscritti di Isgrò e Kiefer?
3)Sei un/una
artista e devi creare un’opera d’arte (fotografia, video, film, scultura,
dipinto, installazione, ecc.) riguardo l’alluvione di Firenze. Quale forma
artistica scegli? Perché? Cosa rappresenta la tua opera d’arte?
lParco
di Pinocchionon
poteva sorgere che a Collodi, dove l'antico villaggio è rimasto come secoli fa,
una SERIE di case che finisce vicino a Villa Garzoni e al suo scenografico
Giardino, dove nacque la madre di Carlo Lorenzini e lo scrittore trascorse
l'infanzia presso inonni Orzali. Il Parco non è il solito luogo di divertimenti,
ma la suggestiva,preziosa opera collettiva di grandi
artisti. Il divertimento che ne deriva è spontaneo e naturale,
grazie alla bellezza dell'arte e dell'ambiente. L'idea di complesso monumentale
fu, nel 1951, del Sindaco di Pescia, ilProfessor Rolando Anzilotti,
che costituì il comitato per il Monumento a Pinocchio ed invitò i maggiori
artisti a concorso.Ottantaquattro gli scultori che
risposero: vincitori ex aequo furonoEmilio
GrecoconPinocchio
e la FataeVenturino
Venturinicon laPiazzetta
dei Mosaici.Nel 1956
si inaugurarono il celebre gruppo bronzeo, che raffigura simbolicamente la
metamorfosi di Pinocchio, e gli straordinari mosaici con i principali episodi
delle Avventure, in uno spazio progettato da architettiRenato
Baldi e Lionello De Luigi.
Nel1963
venne l'Osteria del Gambero Rosso, che ospita l'omonimo
ristorante, opera diGiovanni Michelucci. Nel
1972 il Parco si ampliò con il Paese dei Balocchi, percorso fantastico
attraverso unj bosco con ventuno sculture in bronzo e acciaio e costruzioni,
che evocano l'intreccio delle Avventure.
IN TRENO Treni da e per Firenze
ogni 30 minuti. Per
informazioni sugli orari dei treni per Pescia visitaTRENITALIA
PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle
domande con un/a compagno/a.
1.Cos’è
il fast food?
2.Quali
sono gli effetti negativi del fast food?
3.Conosci
film/libri/programmi Tv/canzoni/poesie che parlano del fast food?
4.Cosa
sai dello Slow Food?
5.Cosa
le persone devono fare per vivere una vita sana?
LETTURA. Leggi il testo e poi scrivi
due domande a cui rispondere con VERO o FALSO per i tuoi compagni.
MANIFESTO
DELLO SLOW FOOD MOVIMENTO INTERNAZIONALE PER LA TUTELA E IL DIRITTO AL PIACERE
Questo
nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha
prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita. La
velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus:
la "Fast-Life", che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin
nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei "Fast-Food".
Ma
l'uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che
può ridurlo ad una specie in via d'estinzione. Perciò contro la follia
universale della "Fast-Life", bisogna scegliere la difesa del
tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i più, che confondono
l'efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un'adeguata porzione di
piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.
Iniziamo
proprio a tavola con lo "Slow Food", contro l'appiattimento del
"Fast-Food" riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali.
Se la "Fast-Life" in nome della produttività, ha modificato la nostra
vita e minaccia l'ambiente ed il paesaggio, lo "Slow Food" è oggi la
risposta d'avanguardia. E' qui nello sviluppo del gusto e non nel suo
immiserimento la vera cultura, di qui può iniziare il progresso con lo scambio
internazionale di storie, conoscenze, progetti.
Lo
"Slow Food" assicura un avvenire migliore. Lo "Slow Food" è
un'idea che ha bisogno di molti sostenitori qualificati, per fare diventare
questo moto (lento) un movimento internazionale, di cui la chiocciolina è il
simbolo.
DOPO AVER LETTO. Rispondi alle
domande con un/a compagno/a.
1.Come
si definisce lo Slow Food nel manifesto?
2.Cosa
critica lo Slow Food?
3.Cosa
deve fare l’uomo del nostro tempo secondo lo Slow Food?
4.Cosa
propone lo Slow Food in generale e per quanto riguarda il cibo in particolare?
5.Qual
è lo scopo dello Slow Food?
6.Perché
usa la chiocciolina come simbolo?
7.Sei
d’accordo su quello che lo Slow Food propone? Perché?
8.Mangi
sempre seguendo i consigli dello Slow Food o mangi anche Fast Food? Quando?
Perché?
9.Quali
sono gli esempi di Fast Food e Slow Food in Italia e negli Stati Uniti (piatti
tipici, negozi, ristoranti, abitudini, ecc.)