Firenze

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sabato 29 ottobre 2016

L’alluvione di Firenze e la mostra fotografica di Korab


PRIMA DI LEGGERE. Rispondi alle seguenti domande.
  1. Dove vivi ci sono molti problemi ambientali (terremoti, alluvioni, uragani, ecc.)?
  2. Quali sono state le più recenti catastrofi naturali nel tuo Paese?
  3. Cosa è stato fatto per aiutare le persone e risollevare i luoghi colpiti?
  4. Secondo te, c’è una correlazione tra i problemi ambientali del nostro mondo e le catastrofi naturali? Perché?
  5. Quali sono le recenti catastrofi naturali avvenute in Italia?
  6. Quali film/telefilm/serie televisive/libri/canzoni/opere d’arte (foto, sculture, dipinti, installazioni, video art, ecc.) conosci che parlano di problemi ambientali e/o di catastrofi naturali?
  7. Se dovessi girare un documentario su una catastrofe ambientale e/o un problema ambientale, su cosa scriveresti e perché? Di cosa parlerebbe il tuo documentario?
  8. Ti interessa la fotografia? Perché?
  9. Ti piacerebbe diventare un fotografo professionista? Perché?

LETTURA. Leggi e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.

L’ALLUVIONE DI FIRENZE, 4 NOVEMBRE 1966.
"Quel 4 Novembre del 1966, a Firenze, il fiume Arno, gonfio di acqua scura e fangosa tracimò e inondò la città travolgendo tutto ciò che trovava sul proprio cammino. Quando le acque defluirono restò solo la distruzione." (dal libro L’alluvione di Firenze 1966)
Quella avvenuta tra il 3 e il 4 Novembre fu la più spaventosa e terribile di tutte le alluvioni a Firenze e dintorni. In soli di giorni si riversò in tutta la regione una quantità d'acqua pari a un terzo della media annuale. Si calcola che il livello dell'Arno toccò gli 11 metri (36 piedi).
L'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì solo il centro storico della città ma tutto il bacino dell'Arno a monte ed a valle. Le campagne furono allagate per giorni dopo il disastro e molti comuni minori isolati e danneggiati gravemente.
Alle ore 18 del 4 novembre 1966, le acque raggiunsero i sei metri di altezza (19.6 piedi) e iniziarono poi lentamente a calare e l’Arno a rientrare nel suo corso.
Una curiosità riguarda gli abitanti della zona di Via Ghibellina che si impegnarono a salvare i detenuti del carcere delle Murate, intrappolati nella prigione, e che li accolsero nei piani alti delle loro abitazioni. Molti fiorentini ricordano questi ospiti per la loro umanità e riconoscenza.
SOCCORSI E GLI "ANGELI DEL FANGO"
L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile. I cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a vuotare le loro botteghe. Le notizie furono date in grande ritardo e i media tentarono di non enfatizzare l'entità del disastro.
Per i primi giorni gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato o dalle truppe di stanza in città. Per vedere uno sforzo organizzato dal governo fu necessario attendere sei giorni dopo la catastrofe. L'unico aiuto finanziario del governo fu una somma di 500mila lire ai commercianti, a fondo perduto e finanziata con il sistema dell'aumento del prezzo della benzina (tassa ancora presente oltre a quella per la guerra coloniale in Abissinia del 1935)
La FIAT ed altre case automobilistiche offrirono a chi aveva perso l'auto uno sconto del 40% per comprarne una nuova e una "supervalutazione" di 50mila lire per i resti della macchina alluvionata.
Un grande merito nell'opera di sensibilizzazione si dovette ad un documentario del regista fiorentino Franco Zeffirelli, che comprendeva uno appello in italiano dell'attore inglese Richard Burton.
Giunsero nel capoluogo toscano i primi aiuti. Un grande contributo fu dato da alcune città toscane come Prato e dai comuni della Versilia (che misero a disposizione pattini, gommoni e bagnini [lifeguards]), da altri comuni e città italiane, dalle forze armate americane in Italia, dalla Croce Rossa tedesca, da varie associazioni laiche e cattoliche, da alcune federazioni di partiti politici e dalle Forze Armate Italiane. Aiuti "ufficiali" arrivarono anche dall' Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria.
Gli "Angeli del fango" furono un esercito di giovani e meno giovani di tutte le nazionalità che volontariamente, subito dopo l'alluvione, arrivarono a migliaia in città per salvare le opere d'arte e i libri, strappando al fango e all'oblio la testimonianza di secoli di arte e di storia. Questa incredibile catena di solidarietà internazionale è una delle immagini più belle nella tragedia.
È inevitabile che i più duraturi nella memoria siano i danni al patrimonio artistico: migliaia di volumi, tra cui preziosi manoscritti o rare opere a stampa furono coperti di fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale Centrale, e una delle più importanti opere pittoriche di tutti i tempi, Il Crocifisso di Cimabue conservato nella Basilica di Santa Croce deve considerarsi, nonostante un commovente restauro, perduto all'80%.
(testo adattato da: http://www.aboutflorence.com/firenze/alluvione-di-firenze.html)
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VISIONE DI IMMAGINI DOCUMENTARIE DELL’ALLUVIONE, DEL DOCUMENTARIO DI FRANCO ZEFFIRELLI “Per Firenze” (1966) DEL FILM “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana (2003)

DOPO AVER LETTO E VISTO. Rispondi alle seguenti domande.
  1. Quali sono le conseguenze delle catastrofi ambientali per i luoghi, le città, le persone, la vita quotidiana?
  2. Cosa fai tu nella tua vita quotidiana per prepararti ad un’eventuale catastrofe ambientale (terremoto, ecc.)?
  3. Hai mai sperimentato una catastrofe ambientale (terremoto, uragano, ecc.)
  4. Se ti fossi trovato a Firenze durante l’alluvione del 1966, come avresti reagito e cosa avresti fatto?
  5. Dove non ti piacerebbe viaggiare o vivere per evitare eventuali catastrofi ambientali?
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PRIMA DELLA VISITA: LETTURA. Leggi il seguente paragrafo e scrivi due domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.

LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI BALTHAZAR KORAB.
Nato in Ungheria nel 1926, Korab ne scappò, poco più che ventenne, durante l’occupazione sovietica, che aveva visto suo padre incarcerato ingiustamente. Riuscì a raggiungere Parigi, dove fu ammesso alla École des Beaux-Arts e lì concluse, nel 1954, gli studi di architettura che aveva iniziato a Budapest. L’anno successivo decise di abbandonare l’Europa e si trasferì negli Stati Uniti.
Fu uno dei più celebri e prolifici fotografi di architettura del secolo scorso, Balthazar Korab. Le sue immagini dei lavori di Mies Van Der Rohe e Frank Lloyd Wright, di Le Corbusier, Richard Meier e soprattutto di Eero Saarinen, a partire dalla fine degli anni Cinquanta furono pubblicate in tutto il mondo su libri e riviste, valendogli premi, riconoscimenti e mostre.
Nel momento di maggior successo, nell’autunno del 1966, decise di prendersi un anno sabbatico e, con la moglie e i due figli, venne in Italia. Arrivò a Firenze, più precisamente a Settignano, nei primi giorni di novembre di quell’anno e, per puro caso, si trovò ad assistere all’alluvione che sconvolse la città di lì a poco.
Balthazar non resisté alla tentazione di avvicinarsi al luogo del disastro, armato solo della macchina fotografica e di cinque rullini fotografici. Immerso nell’acqua e nel fango sino al petto, per un giorno intero girò per la città inondata. L’indomani raggiunse Roma e sviluppò le immagini, che tramite l’Associated Press e la rivista Life fecero il giro del mondo. Per la stampa estera Korab divenne il fotografo dell’alluvione e nei giorni successivi il disastro, continuò a girare la città documentando i danni sugli edifici, i monumenti e le opere d’arte, ma anche gli sforzi compiuti da tutti, le truppe in città e i tantissimi volontari – grazie ai quali furono salvati materiali preziosissimi dagli Uffizi, dal Museo di Storia della Scienza e dalla Biblioteca Nazionale Centrale.
Le fotografie, in occasione dei cinquant’anni da quell’evento, vengono presentate alla Tethys Gallery nella mostra Balthazar Korab. I giorni dell’Alluvione, dal 27 ottobre al 26 novembre 2016. La mostra è organizzata in collaborazione con l’Università del Minnesota.
(testo adattato da: http://www.seidifirenzese.it/2016/10/29/balthazar-korab-giorni-dellalluvione-firenze-mostra/)
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MENTRE VISITIAMO. Rispondi alle domande. [Sul blog (etichetta: Compiti esploriamo la città di Firenze]
1)   Quale foto ha attratto di più la tua attenzione? Perché? [Descrivi la foto]
2)   Quale foto ti sembra meno interessante e perché? [Descrivi la foto]
3)   Scegli una foto ed immagina una storia sull’alluvione ispirandoti alla foto.
4)   Se tu fossi stato Korab, cosa avresti fotografato di più (per esempio: persone, luoghi, opere d’arte, strade, ecc.)? Perché?
5)   Descrivi l’alluvione di Firenze e le sue conseguenze usando degli aggettivi. Quali aggettivi usi?
6)   Sei un/una regista e devi scrivere un film ispirato all’alluvione di Firenze. Di cosa parla il tuo film? Chi sono i personaggi? Chi sono gli attori che recitano il ruolo questi personaggi?

La mostra di Palazzo Vecchio “Alfabeti sommersi” di Emilio Isgrò e Anselm Kiefer

A Palazzo Vecchio possiamo trovare un film inedito a colori, una mostra di arte contemporanea con “Alfabeti sommersi” e un’iniziativa unica per ricordare i giorni dell’alluvione e proporre una riflessione artistica sul tema della memoria e del libro.
Un docufilm inedito e immersivo con immagini a colori, girate da Beppe Fantacci, è proiettato per immergere e far capire all’osservatore la portata del tragico evento. Giuseppe Fantacci realizzò un filmato in super8 a colori, iniziando a girare fin dalle prime ore della mattina del 4 novembre, mentre l’Arno invadeva la città con forza distruttiva e proseguì anche nei giorni successivi.
Una mostra di arte contemporanea affianca il filmato. Sono esposte le opere di due grandi artisti contemporanei, Emilio Isgrò e Anselm Kiefer, che hanno fatto della riflessione artistica e poetica sui libri – oggetto-simbolo dell’alluvione fiorentina – il centro della propria esperienza artistica. I libri, a centinaia, furono vittime della furia delle acque che invasero la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e altre storiche biblioteche, distruggendo un patrimonio storico e artistico di eccezionale valore.

1)   Quale immagine/video/libro ha attratto di più la tua attenzione? Perché? [Descrivila/lo]
2)   Come interpreti i manoscritti di Isgrò e Kiefer?

3)   Sei un/una artista e devi creare un’opera d’arte (fotografia, video, film, scultura, dipinto, installazione, ecc.) riguardo l’alluvione di Firenze. Quale forma artistica scegli? Perché? Cosa rappresenta la tua opera d’arte?

Una scomoda verità (2006) di Davis Guggenheim con Al Gore


PRIMA DI GUARDARE, rispondi alle domande
1)     Quali sono i maggiori problemi dell’ambiente?
2)     Che cos’è l’effetto serra?
3)     Cos’è il protocollo di Kyoto?
4)     Quali film, telefilm/ e/o libri conosci che parlano dei problemi dell’ambiente?
5)     Tu cosa fai per proteggere l’ambiente?

PRIMA DI GUARDARE, leggi il seguente brano sul documentario “Una scomoda verità” e rispondi alle domande.
Una scomoda verità (An Inconvenient Truth) è un film-documentario sul problema mondiale del riscaldamento globale, diretto da Davis Guggenheim. Il protagonista è  l'ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America, Al Gore. Si basa in larga parte su una presentazione multimediale Keynote creata da Gore e da lui utilizzata per molti anni durante la sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici.
Il film fu presentato per la prima volta al Sundance Film Festival. Ha vinto il premio Oscar 2007 come miglior documentario e per la migliore canzone originale.
Film-documentario, An Inconvenient Truth passa in rassegna i dati e le previsioni degli scienziati sui cambiamenti climatici, inframmezzato da eventi della vita personale di Gore. Gore riesamina la posizione degli scienziati, discute le implicazioni politiche ed economiche della catastrofe e illustra le probabili conseguenze del riscaldamento del pianeta, se non si interverrà immediatamente e a livello globale per ridurre le emissioni di gas serra. Il film integra scene in cui vengono confutate le tesi di coloro che sostengono che il riscaldamento globale sia una falsa minaccia. Per esempio, Gore discute dei rischi che comporterebbe lo scioglimento dei ghiacci Antartici e della Groenlandia, come l'innalzamento delle acque oceaniche di circa 6 metri, che costringerebbe oltre 100 milioni di persone ad abbandonare la propria terra. I ghiacci sciolti della Groenlandia, a causa della loro minore salinità, potrebbero interrompere la Corrente del Golfo e scatenare un drammatico calo delle temperature in tutto il nord Europa.
Nell'impegno a spiegare il fenomeno del riscaldamento globale, il film mostra le variazioni di temperatura e dei livelli di CO2nell'atmosfera negli ultimi 600.000 anni. L'Uragano Katrina viene preso come esempio di ciò a cui stiamo andando incontro se la società continuerà di questo passo.
Il documentario si conclude con Gore che osserva come gli effetti tragici del riscaldamento globale possano essere scongiurati attraverso una cooperazione a livello globale, e una serie di comportamenti dei singoli individui, per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Gore invita anche tutti gli spettatori del documentario ad agire, con una serie di abitudini che possono aiutare a combattere il problema.

  1. Chi è il personaggio principale di questo documentario?
  2. Dove è stato presentato questo documentario?
  3. Di cosa parla il documentario?
  4. Quali sono le conseguenze del riscaldamento globale?
  5. Di cosa è un esempio l’uragano Katrina?
  6. Cosa chiedere Gore alla fine del documentario?



MENTRE GUARDI
1)     Perché è importante interessarsi all’ambiente secondo Gore?
2)     Che tipo di questione è secondo Al Gore?
3)     Cosa chiede al Gore di fare al pubblico?
4)     Qual è la lista delle richieste che vengono fatte? Scrivine il maggior numero possibile.
5)     Cosa dice un vecchio proverbio africano?

DOPO AVER GUARDATO
1)     In base alla lista precedente, cosa fai già per proteggere l’ambiente? Cosa potresti fare e che non fai ancora?
2)     Secondo te, ci sono altre cose che potresti fare e che Al Gore non ha menzionato?
3)     Se dovessi filmare un documentario sui problemi ambientali, di cosa parleresti e perché?
4)     Se dovessi scrivere una canzone come quella premio Oscar di Melissa Etheridge “I Need to Wake Up” per “An Inconvenient Truth”, come sarebbe il titolo di questa canzone sui problemi ambientali? Di cosa parlerebbe la canzone?

CURIOSITÀ
Il PROTOCOLLO DI KYOTO
Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l'11 dicembre 1997 da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato nel 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia. Con l’accordo Doha l’estensione del protocollo si è prolungata fino al 2020 anziché alla fine del 2012.
Il trattato prevede l'obbligo in capo ai Paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo 2008-2012.


RISPOSTE

1)     Bisogna proteggere l’ambiente per proteggere la nostra capacità di vivere, per offrire un futuro di civiltà, perché è la nostra casa

2)     È una questione morale

3)     Al Gore chiede al pubblico se è pronto a cambiare il suo modo di vivere

4)     La lista delle richieste:
-ridurre ed eliminare le emissioni di carbonio
-usare elettrodomestici a basso consumo
-adattare la casa al clima e migliorare l’isolamento
-riciclare
-comprare un’auto ibrida
-andare a piedi, in bici e usare i mezzi pubblici
-dire ai tuoi genitori di non rovinare il mondo in cui vivrai
-se sei un genitore, unisciti ai figli
-salvare il mondo
-passare a fonti di energia rinnovabili,
-votare per chi vuole risolvere la crisi
-scrivere al congresso
-candidarsi al congresso
-piantare alberi
-imparare sulla crisi
-aiutare i coltivatori a produrre combustibili alcolici
-far sentire la tua voce nella comunità
-scrivere alla radio e ai giornali
-ridurre la dipendenza da petrolio importato
-ridurre le emissioni delle auto
-se si crede nella preghiera, pregare per la forza di cambiare
-incoraggiare a vedere questo film



5)     Un vecchio proverbio africano dice “Quando preghi, muovi i piedi”.

giovedì 27 ottobre 2016

Workshop di scrittura creativa con Marco Simonelli

Grazie a Marco per il workshop interessante, stimolante e ricco di spunti e di ispirazione.




Mi presento .... e mi trasformo...

Sono l'acqua
che fluida va ritorna cambia
calma o veloce
per ripulire, ritornare, ricordare, rivivere, risorgere
(C.V)

La mia mano
... è fango, mota, ribollente materia
bolle, bollicine, bolle di sapone
mobile veloce
leggerezza, gentilezza, carezza
.. e chi più ne ha più ne metta
(C.V.)

L'ambiente

Quali sono i problemi dell'ambiente e come pensi sia possibile risolverli?

Una scomoda verità

ROMA-BANGKOK DI BABY K FEATURING GIUSY FERRERI



PRIMA DI GUARDARE. Rispondete alle seguenti domande con un/a compagno/a.
1)     Quali luoghi/paesi/città hai visitato?
2)     Quale ti è piaciuto di più e di meno e perché?
3)     In quale luogo/paese/città ti piacerebbe viaggiare e perché?
4)     In quale luogo/paese/città NON ti piacerebbe viaggiare e perché?
5)     In quale luogo/paese/città ti piacerebbe migrare e perché?
6)     In quale luogo/paese/città NON ti piacerebbe migrare e perché?

PRIMA DI GUARDARE. Leggi la biografia delle cantanti e il seguente articolo sulla migrazione in Tailandia e scrivi due domande da fare a un/a compagno/a a cui rispondere con VERO o FALSO

BIOGRAFIE
Claudia Nahum, meglio conosciuta come Baby K (Singapore, 5 febbraio 1983), è una cantante e rapper italiana. Nasce a Singapore nel 1983 da genitori italiani, cresce a Londra e vive a Roma. Ha frequentato la scuola di giovani musicisti Harrow School of Young Musicians, con la quale ha avuto possibilità di fare molte esperienze a livello musicale e un tour in Europa. Nel 2000 torna in Italia  conducendo alcuni programmi radiofonici sull'hip hop ma è nel 2006 che cambia tutto: debutta nel mondo del rap collaborando con il rapper Amir con cui ha una relazione.
Giusy Ferreri, nome d'arte di Giuseppa Gaetana Ferreri (Palermo, 17 aprile1979), è una cantautrice italiana. Dopo diverse esperienze musicali con svariate band e come solista, ha raggiunto la notorietà nel 2008 partecipando e classificandosi seconda alla prima edizione del talent show italiano X Factor. Sino al 2015 ha venduto nel mondo oltre 1 430 000 copie.

                                                                                                                      VERO             FALSO
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Caos Thailandia: 10.000 italiani residenti, tanti i pensionati

Pubblicato il 21 maggio 2014| Ora 08:56 Wall Street Italia

Attratti dal basso costo della vita, lasciano l'Italia dove la pensione percepita non basta.
ROMA (WSI) - "Qui non è cambiato nulla", almeno per quanto riguarda la sicurezza degli italiani residenti in Thailandia. Sono le rassicurazioni che arrivano dall'ambasciata italiana a Bangkok dopo che il generale Prayuth Chan-ocha ha imposto la legge marziale in tutto il paese.
Una legge marziale che "non interviene sulle libertà civili", non impedisce cioè né limita la normale circolazione delle persone. 
Ciò che cambia spiegano dall'ambasciata è la gestione dell'ordine pubblico affidata ora alle Forze armate.
Certo un pò di cautela è d'obbligo, "Benché lo scontro ideologico e politico interno non abbia alcuna connotazione xenofoba, ai residenti ed ai turisti si raccomanda cautela e si invitano i connazionali presenti a Bangkok a mantenersi lontani da ogni tipo di assembramento" si legge nel sito dell'ambasciata italiana nel paese.
Sono circa 10mila gli italiani residenti in Thailandia, la maggior parte imprenditori e pensionati. Sono sempre di più i pensionati che si trasferiscono nel paese attratti dal basso costo della vita: si lasciano dietro le ristrettezze economiche e si spostano in località più "convenienti" dove la loro pensione che in Italia non vale nulla permette di vivere bene. Ed a temperature, nella costa, tropicali.
Non solo residenti, sono tantissimi che scelgono la Thailandia come meta delle vacanze; è una delle località turistiche più gettonate. Ci sono delle zone del paese dove però i viaggi sono sconsigliati. Nel sito della Farnesina Viaggiare Sicuri si invita gli italiani a non recarsi "nelle province di Si Sa Ket (distretto di Kantharalak) ed in prossimità del confine con la Cambogia, dove una disputa di confine tra i due Paesi non si è ancora del tutto risolta e permane una massiccia presenza di militari e Forze di Polizia. Sono sempre frequenti gli atti terroristici nelle Province meridionali del Paese" dove si raccomanda di evitare viaggi. (Rainews)


                                                                                                                      VERO             FALSO
1.
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MENTRE GUARDI. Sottolinea i verbi ed indica il modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, ecc) e tempo (presente, passato, imperfetto, trapassato).

Yo, Baby K
Vestiti in fretta perché ho voglia di far festa
sai non importa il trucco, la bellezza è in testa
abbiamo visto il cielo piangerci addosso
perciò balliamo ora che il sole è il nostro
Voglio una musica che mi ricorda l’Africa
all’improvviso tutto il mondo cambia pagina
innamorarsi con la luna nel mare
partire e tornare
Senza sapere quando
andata senza ritorno
ti seguirei fino in capo al mondo
all’ultimo secondo
volerei da te, da Milano
fino a Hong Kong
passando per Londra, da Roma e fino a Bangkok
cercando te
Stacca dal tuo lavoro almeno per un po’
la vita costa meno trasferiamoci a Bangkok
dove la metropoli incontra i tropici
e tra le luci diventiamo quasi microscopici
Abbassa i finestrini voglio il vento in faccia
alza il volume della traccia
torneremo a casa solo quando il sole sorge
questa vita ti sconvolge
senza sapere quando
andata senza ritorno
ti seguirei fino in capo al mondo
all’ultimo secondo
volerei da te, da Milano
fino a Hong Kong
passando per Londra, da Roma e fino a Bangkok
cercando te
Anche i muri di questa città mi parlano di te
le parole restano a metà e più aumenta la distanza tra me e te
giuro questa volta ti vengo a prendere
senza sapere quando
Volerei da te, da Milano
fino a Hong Kong
passando per Londra, da Roma e fino a Bangkok
cercando te…
DOPO AVER GUARDATO. Rispondi alle domande con un/ compagno/a
1.                Cosa pensi della canzone e delle cantanti?
2.                Cosa pensi del video?
3.                Di cosa parla la canzone secondo te?

4.                Scrivi tre versi di una canzone che abbia come protagonista una città/un luogo/un paese. Scegli il genere e, se vuoi, cantala ai compagni..